Entra

Pitticelli ‘i milangiani: polpette fritte di melanzane alla calabrese

Pitticelli ‘i milangiani: polpette fritte di melanzane alla calabrese

Come racconto sempre (e chi mi conosce e chi segue i miei racconti calabresi lo sa bene), ogni volta che torno da Milano nella mia Calabria, la parola “dieta”si autodistrugge dal vocabolario personale. Il potere di Zie, Mamme e Nonne è più forte di tutto, capace di annientare a suon di grembiuli e mestoli ogni buon proposito di alimentazione contenuta.

Come nel caso delle polpette fritte di melanzane, nel mio paese Cetraro chiamate “Pitticelli ‘i milangiani”: un’estasi per i 5 sensi, un piatto semplice ma particolare e tipico della cucina calabrese, che conquista con un esterno croccante e un interno super morbido, in grado di sprigionare tutto il sapore della melanzana a KM 0.

In Calabria la cucina non è un’attività fine a sé stessa, ma un modo per prendersi cura di chi, per un motivo o l’altro, si trova lontano da casa. Ed è questo che fanno zia Silvana, zia Maria, Mena, Nonna Annina: mi coccolano con uno dei piatti tipici calabresi, quelli della tradizione contadina fatti di ingredienti e procedimenti semplici, ma capaci di dar vita a pietanze eccezionali dal gusto mediterraneo.

Io sono talmente fortunata da poter fare, a ogni rientro, un coccole-tour culinario dalla marina del mio paese fino alla campagna, passando per il centro.

Zia Maria mi attende dalla sua casa sul mare, impregnata di fritto dalla testa ai piedi per la preparazione delle polpette fritte di melanzane calabresi. Mangiarle calde dalla sua terrazza che ti bagna il viso di salsedine non ha prezzo.

Prezzo ancora più impagabile se penso a quando zia Maria le pitticelle ‘i milangiani me le porta direttamente sulla spiaggia. Mi perdonerai per la bassa qualità della foto ma ai tempi avevo un pessimo cellulare.

L’elenco delle zie premurose continua in campagna con zia Silvana, che appena mi vede tornare a casa mi abbraccia esclamando “Laurù, dumani matinu facimu ‘i pitticelli i milangiani eh!” Una frase che letteralmente significare “Laura, domani mattina prepariamo le polpette fritte di melanzane”, ma che implica tra le righe coccole, tante coccole di fritto calabrese colante d’olio e d’amore in un turbinio di profumi nostrani. 

A Milano sono proprio le piccole cose semplici a mancarmi di più, come queste tenere zie che per renderti felice usano il jolly in mano alla maggiorparte delle donne di Calabria: la cucina. Ma guarda quant’è bella e dolce zia Silvana con quel vassoio di pitticelli in mano?

Al mio arrivo, zia ha già raccolto le melanzane dal suo orto e ha (ovviamente) già bollito le melanzane alle 5 del mattino, affinché possiamo passare subito all’opera tra una chiacchierata e un’altra.

Polpette fritte di melanzane calabresi: ricetta

  • 1 KG di melanzane nere bollite (utilizzando solo la polpa o tagliandole a cubetti)
  • 300 gr mollica di pane raffermo ammorbidito in acqua
  • 3 uova
  • 70 gr di pecorino (o altro formaggio grattugiato)
  • mezzo spicchio di aglio tritato molto finemente
  • circa 10 foglie di basilico spezzate con le mani
  • sale
  • pepe
  • un po’ di farina (nel caso il composto fosse troppo molliccio)
  • olio extra vergine di oliva per la frittura

 

Polpette di melanzane calabresi: procedimento

Tagliamo le melanzane a dadini e facciamole cuocere in una pentola per circa 20 minuti. Quando sono cotte, scoliamole, facciamole raffreddare e strizziamole con le mani per togliere l’acqua in eccesso. Prendiamo un recipiente e mettiamoci le melanzane insieme a tutti gli altri ingredienti. Impastiamo con le mani fino a ottenere una consistenza compatta e morbida (se serve, aggiungiamo un po’ di farina). Formiamo con le mani le polpette dalla forma schiacciata, ovale e lunghe circa 5 cm. Friggiamole fino a quando diventano colorate, morbidissime dentro e croccanti all’esterno.

In Calabria le varianti di questa ricetta sono diverse, come sempre ognuno aggiunge a piacere degli ingredienti. Per dare il tocco cetrarese non possono ad esempio mancare i pezzetti di salsiccia nostrana e la buccia utilizzata come contenitore, proprio come si faceva una volta che non si buttava via niente.

Zia Silvana ha deciso di aggiungere come variante un bel peperone rosso, raccolto insieme alle melanzane. Guarda la galleria di foto che ho scattato durante la preparazione.

Tutto pronto per la frittura. Ma attenzione che questa è quella seria calabrese, quella che “l’olio deve schizzare sulla cucina, sul pavimento e sulle pareti!

I pitticelli i milangiani” sono un passpartout, sia come antipasto o per l’aperitivo che come pezzo forte in occasione di una festa con buffet. Infatti sono ottime sia calde che a temperatura ambiente e a Cetraro, proprio come le crispelle, non possono mancare sulla tavola di ogni festa o ogni pranzo/cena speciale.

Il mio coccole-tour culinario lo concludo con Nonna Annina, che prepara le polpette nella sua casa situata proprio nel centro storico del mio paese, dove a risuonare nell’atmosfera c’è, oltre alle campane della Chiesa Madre di S.Benedetto, il rumore del fritto proveniente dalle sue padelle, sempre a lavoro per riempire le nostre pance e i nostri cuori. Bellissima nonnina mia 🙂


Laura Cipolla

Laura Cipolla

Nata e cresciuta a Cetraro (CS), vivo da qualche anno a Milano "con il Cuore verso Sud". Qui trovi la mia Calabria a 360°, che è anche la tua.

Potrebbe interessarti anche

(5) commenti

  • Carmen Quercia
    13/06/2019 at 10:47 Rispondi

    Quiero una…..que rico

  • Bellantoni Giuseppe
    16/07/2019 at 08:29 Rispondi

    IO HO GIRATO MOLTO MA LA CUCINA CALABRESE RIMANE UNICA VIVA LA CALABRIA

    • Laura
      16/07/2019 at 06:38 Rispondi

      Già in Italia a livello di cibo non abbiamo rivali nel mondo, in Calabria non ne parliamo ? Ciao Giuseppe!

  • GIUSEPPE BELLANTONI
    17/07/2019 at 00:02 Rispondi

    SENZA PAROLE

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: Non puoi copiare il contenuto :)